Liberi come l'acqua

Come nasce l’idea

 

Ylenia e Jack Raven decidono di unire le forze per valorizzare il territorio ossolano tramite l'arte. 

Dai loro incontri nascono pensieri e idee che scorrono liberi ed istintivi, proprio come un tumultuoso fiume. 

Il focus si delinea naturalmente, prendendo come protagonista la preziosa acqua delle valli ossolane. 

Ispirati dal fiume, i due artisti creano una storia che parla di libertà, la stessa libertà che ha caratterizzato i loro incontri, la libertà di esprimersi, di conseguire i propri sogni. 

La storia di Dandelion, una ninfa, parla di LIBERTA'. La protagonista necessita visceralmente di conoscere il mondo e per questo dovrà rompere la comfort zone del suo clan per realizzarsi, per fare esperienza nel bene e nel male. 

L'avventura la porta a scoprire luoghi meravigliosi, strane creature, pericoli, fino a rischiare la morte. La libertà comporta ostacoli sul proprio cammino, ostacoli che non avrebbe trovato rimanendo nella sua bolla, nel suo piccolo mondo; non avrebbe incontrato Ogrev e forse non avrebbe scoperto cos'è l'amore, cos'è la sofferenza, cosa significa perdere qualcuno. 

Dopo l'esperienza di morte Dandelion capisce che non potrà tornare indietro e dovrà trovare la sua strada lungo il viaggio della propria vita per REALIZZARSI. Uscire dalla comfort zone non implica per forza un punto di non ritorno fisico, ma certo una volta che si compie il passo, non si sarà più gli stessi, si avrà abbracciato un processo di CAMBIAMENTO/EVOLUZIONE. 

Ogrev ci da l'opportunità di far passare un altro messaggio sul tema della LIBERTA'. 

Egli decide di rompere le consuetudini e le leggi della sua tribù per seguire il cuore. Capisce che limitare la libertà altrui è sbagliato e che sacrificarsi per il prossimo è la cosa giusta da fare. Se così non avesse fatto si sarebbe imprigionato in un'esistenza di sensi di colpa e rimpianti, legato per sempre dietro ad una maschera imposta dalla sua società. 

La maschera dei giganti ha lo stesso simbolo della pittura tribale che Jack utilizza nel Signore delle Mosche di William Golding. Serve a nascondersi al mondo, a costruirsi una comfort zone dietro cui vivere in sicurezza, serve a spaventare gli altri e a darsi il coraggio di affrontare la vita nascondendo il proprio cuore affinché possa rimanere al sicuro, intoccato. Ma il bello della vita è proprio che si può sanguinare copiosamente per qualcosa o qualcuno, con il cuore stretto tra le mani e il viso illuminato dal sole.

 

Libertà e il fiume: La vita del fiume può essere accostata alla vita umana e forse ancora più nello specifico, alla vita di noi artisti. I nostri fiumi sgorgano da una stretta fonte e si raccolgono in letti rocciosi impervi da percorrere. Quell'acqua potrebbe benissimo stagnare in una calda pozza poco oltre la fonte, ma in questo modo marcirebbe. Invece il fiume deve procedere a valle, contaminarsi di altre acque, incontrare argini ampi, nuove valli, fino a gettarsi in un grande lago e poi via fino al mare. Alla realizzazione del viaggio capirà che è arrivato fin lì grazie alla libertà, non imposta, non scontata, ma quella libertà che dobbiamo essere disposti a conquistare percorrendo perigliose vie. 

Libertà e consapevolezza: Cosa rende veramente l'uomo libero? L'assenza di regole? L'assenza di confini? Infinite disponibilità monetarie e di tempo? 

Crediamo molto più semplicemente che sia la CONSAPEVOLEZZA a rendere l'uomo libero. 

Grazie alla continua ricerca, la consapevolezza verrà sempre portata ad un livello più alto dandoci la possibilità di compiere scelte per la nostra vita. Senza di quello saremmo come Dandelion imprigionata nelle acque del proprio clan, il suo mondo grande come i confini dettati dalla matriarca, come può ritenersi davvero libera? Fin dove arriva la sua libertà? Senza consapevolezza siamo come l'acqua che stagna al sole. Immobili, destinati a marcire dentro una vasca di fango. La 

libertà, la possibilità di scegliere. Se i nostri colori sono bianco e nero potremmo scegliere solo tra quelli. Se vogliamo conseguire la vera libertà dovremo conoscere anche tutte le altre tinte, solo allora potremo scegliere, anche il bianco o il nero.

 

Consapevolezza e cambiamento: Come ben spiegato dal Viaggio dell'Eroe di Vogler e così dall'Arco di Trasformazione del Personaggio di Dara Marks, testi fondamentali per gli scrittori, ma anche per spiegare la vita dell'uomo, l'eroe, al termine del proprio viaggio non sarà più lo stesso. Le consapevolezze ottenute l'avranno portato ad evolversi, a divenire un sé migliore, un essere che potrà guardarsi indietro e percepire il grande viaggio che ha compiuto e l'enormità della sua crescita. Così la storia di Dandelion rispetta questi principi, così le nostre storie dovrebbero essere. Dovremmo sempre aspirare al cambiamento verso il proprio sé migliore. 

Perché questo progetto: Vogliamo valorizzare il nostro territorio e i suoi elementi lasciandoci ispirare da loro, creando qualcosa che possa far conoscere a più gente possibile i magici luoghi dove viviamo, attraverso diverse arti. 

E ancora vogliamo creare nuove storie, moderne, che possano emozionare i sognatori come noi, che possano parlare di temi sentiti, che possano ispirare un pensiero costruttivo e che un domani possano diventare le nuove leggende dell'Ossola.

Work in progress...